Kissinger al World Economic Forum

È stato il giorno di Henry kissinger al World Economic Forum che si sta svolgendo a Davos in Svizzera. Ancora oggi a distanza di mezzo secolo, Henry kissinger viene considerato uno dei maestri indiscussi della diplomazia. A suo modo di vedere, non bisogna mettere con le spalle al muro la Russia di Putin. Perché comunque si tratta di una potenza nucleare, che si potrebbe sentire costretta ad azioni inconsulte. Ma stanno però sul tavolo una serie di considerazioni da dover fare. Fermo restando che la Crimea fu un dono dell’Unione Sovietica all’Ucraina, parliamo quindi di popolazioni russe, diversa e la questione del Donbass.

Nazioni Unite

Kissinger al World Economic Forum

Si tratta infatti di territori ucraini, in cui sempre ai tempi dell’Unione Sovietica, ma già da secoli, venivano fatti emigrare lavoratori dalla Russia. Con il fine di lavorare nelle miniere di quel territorio. È vero che ci sono state angherie da parte di gruppi nazionalisti ucraini. Comunque ricambiate dai filorussi. Ma resta il fatto che stiamo parlando di territori ucraini. Con un’azione di forza nel 2014 la Russia ha ripreso la Crimea. Adducendo che prima faceva parte della Russia.

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Ma se vogliamo essere precisi, la Crimea molto prima faceva parte dell’Impero Romano. Ma nessuno si sognerebbe di prendere in considerazione il fatto che prima erano territori di Roma. Alla fine della seconda guerra mondiale, si ristabilì un equilibrio internazionale. Legittimamente i paesi del vecchio Patto di Varsavia, sono fuggiti in seguito dall’ombra della Russia. Tranne la Bielorussia che vive in una dittatura. Ricordiamo che fino allo scorso anno le manifestazioni bielorusse di indipendenza, represse con la violenza, hanno riempito le pagine dei giornali.

Davos

Bisogno di democrazia

Qui non si tratta di umiliare o meno la Russia di Putin. Certo bisogna fare in maniera che vengano rispettate le popolazioni di minoranza etnica che vivono in Ucraina. Resta però fondamentale che sia chiaro a tutti quei paesi che non hanno una democrazia limpida, come la Russia e la Cina filocomuniste, che non possono fare come gli pare. Le annessioni armate non sono più del nostro tempo. Inoltre bisogna che l’Occidente pensi seriamente a come fare a meno delle produzioni energetiche e industriali di paesi che non abbiano una democrazia limpida. Non ha senso mettere i soldi in mano di potenze illiberali, che possano un domani utilizzare quegli stessi soldi per tentare di sopprimere la democrazia.

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