La strategia della tensione messa in atto dalla Cina comunista sul mare sta diventando sempre più pericolosa. L’ultimo episodio vede uno scontro tra navi da guerra, conseguenza di un’aggressione a una nave filippina. È chiaro che Pechino persegue una politica espansionistica militare, lasciando pochi dubbi sulle sue intenzioni. Non a caso, Giappone, Australia, Filippine e Indonesia stanno accelerando il loro riarmo per contrastare questa pressione. La storia ci insegna che il comunismo ha spesso generato conflitti: dalla Russia in Ucraina, nella Cecenia e nell’Afghanistan. Taiwan è finora al sicuro solo grazie alla supremazia navale USA nel Pacifico. Il nodo centrale è che la Cina finanzia questa corsa agli armamenti grazie al commercio con l’Occidente. Serve consapevolezza: rischiamo di consegnare ai nostri figli un mondo in cui le potenze comuniste o post-comuniste avranno la forza di mettere in ginocchio l’Occidente.
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